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Giorni fa il mi' socero ha aperto il giornale alla pagina dello sport di Pisa, ha sfogliato le pagine, arrivato a un certo punto s'è fermato pensieroso: è tornato indietro, e ritornato avanti, indietro e avanti un par di vorte. Poi s'è fermato, ha arzato ir capo e m'ha fatto: "Oh, ma quanti Pisi c'è? 'un ci 'apisco nulla!"
Al che m'è toccato mettimi lì e spieganni ammodino che uno è IR Pisa vero, quell'artro si pole chiamà Pisa, ma 'un è.
"E cos'è allora?" "La Sangiulianese". "Ah..." ha fatto perplesso guardando il giornale. "E cosa c'incastra chiamassi 'osì?" "Bella domanda" ho risposto io, "se lo stanno chiedendo in tanti..."
Questo è un piccolo esempio del clima di confusione che si è creato da quando il cosiddetto "Pisa SC" ha fatto la sua comparsa sui campi di calcio della provincia. Un "Pisa" che non solo ha usato il nome "Sporting Club" (legittimamente, a quanto pare, di proprietà), ma che si è anche "impossessato" di una serie di altri simboli (i colori sociali neroazzurri, i richiami al Pisa di Romeo tramite l'uso di foto d'epoca, l'iniziativa "Un pisano per Pisa" e altre faccenduole del genere) che hanno denotato la volontà, ormai nemmeno troppo nascosta, di sostituirsi al vero Pisa (IR Pisa), anzi di esserlo proprio.
Le uscite mediatiche del "patron" di quella società stanno diffondendo un clima strano, un mescolìo di ilarità, disagio, sorpresa, sdegno, rabbia. Se dapprima egli si era mostrato attento e disponibile a non fare uso di quel nome (addirittura sembrava che lo potesse cedere dietro compenso pari a vitalizio-abbonamento vita natural durante in tribuna superiore per vedere IR Pisa), ultimamente pare aver preso una deriva "separatista", peggio ancora: "siamonoista".
Insomma, si ha l'impressione che il nostro stia giocando su una questione formale per stavolgere la realtà a proprio uso e beneficio, a proprio tornaconto; un po' come quando un piccolo furbacchione si impossessò dell'incitamento fondamentale della nazionale italiana di calcio, mandando nel panico migliaia di italiani che da quel giorno dovevano strozzare in gola il loro furore se non volevano incitare anche un partito politico.
Ora, ai pisani gli si può far di tutto, ma non bisogna toccarli nei sentimenti più forti come l'amore per la pisanità e per IR Pisa.
Ed ecco che dopo un po' che la corda veniva tirata, la tifoseria organizzata ha emesso un comunicato in cui rimarca la pura realtà dei fatti: di Pisa ce n'è uno solo (IR Pisa), punto e basta. Puntualizzazione "assurda" (è ridiolo dover puntualizzare una cosa ovvia...) ma doverosa e giusta.
Come andrà a finire questa storia? Difficile dirlo.
Per quello che mi riguarda, credo che mi risulterà difficile, anzi impossibile, tifare per "quel" Pisa, anche se rappresenta il Comune in cui vivo, anche se vi operano persone che conosco e che personalmente stimo perché in gamba e capaci: non mi torna, non mi ci ritrovo. La vedo come una cosa sporcata da un peccato originale, che è quello di una denominazione artatamente forzata per apparire ciò che non si è. Sarà anche legittimo, ma non è giusto. Sparito quel "peccato originale", sparisce ogni "pregiudizio".
Spero quindi che chi ha messo in piedi questa manfrina prenda atto che è sciocco continuare a forzare la mano: la gente sa qual è IR Pisa: non c'è solo i "fogli" che lo dicono (il titolo sportivo è di una sola squadra: IR Pisa...), lo dimostrano i 4-5mila che ogni quindici giorni affollano i gradoni dell'Arena. Spero che chi sta portando avanti questa assurda pantomima capisca che continuare significa anche offendere coloro che, non conoscendo appieno queste vicende, si ritroverebbero a seguire le vicende di una compagine che non è quella che credono.
Spero che certe risorse, finanziarie, umane e professionali possano essere convogliate non per il successo e la visibilità personali ma per un unico obiettivo e un unico destinatario: IR Pisa.
Spero insomma che il "Pisa Sc" tornerà a chiamarsi col nome più consono, sportivamente e geograficamente: Sangiulianese. Sarà tutto più semplice.
E spero di infine di poter gridare tranquillamente il mio "Forza Pisa" senza dover puntualizzare dopo una virgola "quello vero" o peggio ancora senza sentirmi chiedere "quale?". Oddìo, una risposta c'è: "IR".
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